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Originariamente il progetto dell'architetto Giuseppe Piermarini prevedeva la realizzazione di un palazzo reale dotato di un grande parco ("Piano della Cavalchina" 1770). Furono invece realizzati i giardini (1782-1786) su aree appartenute ai Monasteri di San Dionigi e delle Carcanine, soppressi sotto il dominio austriaco. Negli anni precedenti (1740-1780), Milano si trovava fra i territori governati da Maria Teresa d'Austria, che le conferì un grande impulso culturale e amministrativo, contribuendo a porre le basi per la sua futura connotazione di grande capitale europea. II pregevolissimo disegno del Piermarini si inserisce in questo contesto. In esso troviamo una concezione urbanistica moderna, il principio illuminista di razionalizzazione dello spazio, rilevabile nel gusto geometrico delle aiuole e nell'inquadramento prospettico dei viali alberati. Nel 1787 vennero costruiti i "Boschetti" (fitta alternanza di olmi e tigli) che occupano l'attuale via Marina, citati, per la loro bellezza, dal Foscolo nei "Sepolcri", a ricordo di una passeggiata con l'amico Parini. Altre realizzazioni piermariniane sono i cancelli, intercalati da grandi vasi neoclassici, la gradinata di accesso dai Bastioni, l'area per il gioco del pallone (dove oggi sorge il Planetario) e il monte Merlo, su cui in seguito il Balzaretto realizzò il Padiglione del Caffè e che ora ospita, ristrutturato nel 1920, una scuola materna. Nel 1857 un altro grande architetto, Giuseppe Balzaretto appunto, raccolse l'eredità del Piermarini, inaugurando nel 1862 i nuovi giardini pubblici. L'intervento principale riguardò l'integrazione dei giardini di Palazzo Dugnani, acquisito dal Comune nel 1856 con le relative ortaglie. Le innovazioni, pur nel rispetto dell'esistente, furono grandi: sul lato sud, grazie alla creazione di una fontana con aiuole fiorite, si realizza un giardino di tipo paesaggistico; sul lato nord, attraverso un sistema di rocce artificiali che sfrutta sapientemente il dislivello esistente e di complessi giochi d'acqua, si prefigura un giardino pittoresco. Del Balzaretto è anche il restauro di Palazzo Dugnani sui cui lati sistemò le serre, indispensabili per il mantenimento dei giardini. L'ultimo intervento progettuale si deve ad Emilio Alemagna (1881) e si rende necessario a causa dello stato in cui versa il parco dopo le grandi esposizioni che vi si tennero nel decennio precedente. L’Alemagna elimina la vasca del Balzaretto, situata di fronte alla villa Reale, e restaura lo “ha-ha” (dislivello con funzione divisoria, non percepibile da lontano) creando un'ampia prospettiva. In realtà il progetto (non realizzato) dell'Alemagna prevedeva l'integrazione dei tre nuclei di verde contigui. I giardini pubblici (Vecchi e Nuovi), il giardino della Villa Reale e i Boschetti. |
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