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L'INSTANT BOOK DELL'EVENTO
Facciamo conto di prendere Milano e di rovesciarla su una tela come se fosse un secchio pieno di colori. La vedremmo davvero grigiastra, plumbea, fumé come la si dipinge immancabilmente per annosa convenzione? Inutile negare che spesso i luoghi comuni hanno un grado di parentela con la realtà. Ma diciamo pure a voce alta che la nostra metropoli ha nel proprio diorama ampie porzioni di verde: alberi, siepi, prati nei quali palpita la vita cittadina non meno che sui viali o nelle piazze.
E allora?
Perché tanta distanza tra quelle benedette oasi e la percezione comune?
La risposta è un pulviscolo di ragioni disperso nelle inclinazioni caratteriali dei milanesi, nei nostri tic, nei riti di una quotidianità feroce e ripidissima.
È come se Milano, per chi la frequenta, non fosse un puzzle urbano, ma un intrico di impegni, di appuntamenti da rispettare, di lavori da svolgere ogni santo giorno come una infinita matassa. Manca il tempo, insomma, ma ancor più si è smarrita la capacità di guardarsi attorno, di volar via dalla routine.
Se questa diagnosi è esatta, la cura non può che essere l’aggancio straniante e onirico di una favola.
Così non stupisce che in queste pagine siano addirittura l’ombra di Peter Pan e Trilly a condurci alla scoperta di cinque polmoni cittadini.
Il parco di Villa Scheibler, quello di via Spezia, il parco Lambro, i giardini pubblici intitolati a Indro Montanelli, i giardini della Villa Comunale.
Ricorriamo al verbo “scoprire” non a caso. Poiché si tratta di una effettiva rivelazione di luoghi che rischiamo di conoscere soltanto di vista, come vicini di casa ai quali si nega persino il saluto. Ad ogni tappa, qui, ci forniscono un piccolo dossier nel quale figura la biografia del parco, senza omissioni di date, nomi, cifre.
Il risultato è un percorso bucolico che intreccia la fantasia all’anamnesi storica, il rigore enciclopedico alla affascinante levità delle fiabe.
Chiaro che si tratta di un volumetto tagliato su misura per tutti, sia per i più piccoli sia per gli adulti. Del resto, non esiste limite anagrafico per viaggiare tra le favole.
Specialmente se la favola in questione è Milano.
Prefazione di Valerio M. Visintin tratta dall'instant book edito dall'Assessorato Parchi e Giardini del Comune di Milano, Parchi, amore e fantasia
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